Tens terapia: cos’è e quali sono i benefici?

La TENS terapia è un elettroterapia antalgica che utilizza frequenze tra 2hz e 150hz per ridurre il dolore causato da tante patologie diverse. Il nome è l’acronimo di Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation.

Come funziona

La tecnica è quella di inviare degli impulsi elettrici sulla cute, attraverso delle placche elettroconduttive.

Stimolando le fibre nervose, la TENS può neutralizzare i segnali dolorifici, i quali non arrivano al cervello, quindi non si percepiscono. Inoltre, questi impulsi indicano all’encefalo di produrre beta-endorfine, cioè sostanze fisiologiche con gli stessi effetti della morfina per aumentare l’azione analgesica. La funzione di riabilitazione della TENS consiste nella capacità di ridurre il dolore e ristabilire le condizioni fisiologiche normali. Secondo la teoria di Melzack e Wall, è possibile interferire e bloccare il dolore attraverso un’appropriata stimolazione elettrica delle fibre di grosso calibro e con alta velocità di conduzione.

La sensazione dolorosa è conseguente a due possibili fattori:

– ad uno stimolo che provoca danni reali o potenziali, ovvero stimoli capaci di eccedere la capacità d’adattamento del tessuto sul quale agiscono

– ad un deficit dei meccanismi d’inibizione presenti in numerosi livelli del sistema nervoso destinati al filtraggio dell’informazione sensitiva che raggiunge le componenti superiori del sistema: la percezione e la risposta motoria. Gli stimoli nocicettivi (dolorosi) passano attraverso fibre nervose di piccolo calibro, bassa velocità di conduzione e ad alta soglia di attivazione. La soglia d’attivazione di un neurone dev’essere raggiunta dagli stimoli dolorosi. Un incremento dell’attività delle fibre di grosso calibro riesce a inibire le fibre nervose che trasmettono lo stimolo doloroso al cervello.

Nel caso in cui predominino le fibre di piccolo calibro, il sistema favorirà la progressione ascendente del messaggio del dolore. Il cancello è costituito dalla Sostanza gelatinosa di Rolando, cioè la centrale di elaborazione delle stimolazioni dei nervi periferici. La chiusura del cancello consiste nella riduzione (o nel blocco) dell’informazione dolorosa permessa dall’iperattività delle fibre di grosso calibro all’interno della SGR che si traduce nell’innalzamento della soglia del neurone T. Si ha quindi un effetto sul sintomo: si ostruisce il passo affinché l’informazione “dolore” non giunga al cervello.

Dove si applica

Per garantire la massima efficacia della terapia, bisogna prestare attenzione anche alla trasmissione degli impulsi, che viene assicurata da placche (elettrodi) dentro a due spugnette elettroconduttive. Le placche presentano polarità diversa: l’elettrodo negativo è posizionato sul punto da cui parte il dolore, mentre quello positivo si applica all’estremità della zona in cui si irradia il dolore. Gli elettrodi vanno posizionati in modo da formare un quadrato nella zona dove si accusa il dolore, ma esistono anche altre modalità di collocazione, per cui si consiglia di consultare il proprio fisioterapista. Diverse sono le applicazioni degli elettrodi: nella zona o punto doloroso, nella zona di proiezione riflessa, lungo il dermatomo oppure sui punti dell’agopuntura.

Quando è richiesta questa terapia

Terapia del Dolore:

  • Cervicalgia
  • Mal Di Schiena
  • Periartrite Della Spalla
  • Tendinopatie
  • Dolori Reumatici, Ossei O Nervosi
  • Lombalgie
  • Dorsalgie
  • Sciatalgie
  • Distorsioni
  • Lussazioni
  • Epicondilite
  • Epitrocleite
  • Dolor Post-Chirurgico Ecc.

Ostetricia:

  • Durante il Travaglio
  • Ginocchia
  • Litotrissia
  • Arti
  • Calcoli Renali

Prendendo in esame il dolore acuto e la possibilità di ostacolarlo e bloccarlo, la terapia contribuisce fortemente alla riduzione del dolore a livello delle ferite, ad esempio nella fase post-operatoria immediata. Nel caso di patologie tumorali in fase terminale, l’attenuazione del dolore indotta attraverso neuro-elettrostimolazione endogena rende possibile la riduzione della dose di farmaci narcotici che si assumono negli ultimi stadi della malattia.